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Storia del Borgo   
 IL BORGO
Le terre del Comune di Fidenza erano già abitate in epoca preistorica e, secondo alcuni studiosi, si trattava della gallica cittadina di Vicumvia. Nel II secolo a.C. arrivarono i Romani, che però non riuscirono a salvarla dalla distruzione di Annibale. Una volta sconfitto quest'ultimo, il senato romano inviò un console ed un proconsole per ricostruire il borgo:
inizialmente fu chiamata Valfuria, poi il nome fu tramutato in Fidentia in onore del dio gallico Fidio: con questo gesto i romani pensarono di consolidare i loro rapporti coi Galli. I secoli successivi non furono tranquilli per la nuova cittadina, a cominciare subito dalla battaglia tra Mario e Silla nell'83 a.C. e dalla nuova distruzione per mano dell'imperatore Ottaviano nel 41 a.C.. Ritroviamo così Fidenza nel Medioevo, quando era conosciuta come Borgo San Donnino, in ricordo del martirio che il Santo subì sulle rive dello Stirone proprio all'imbocco del paese. Questa denominazione comunque rimase fino al 1927. Nel XII-XIII la cittadina è divisa in due: il borgo antico che si sviluppa intorno alla chiesa, e quello nuovo che s estende nella piazza della Rocca e comprende il Palazzo Comunale. Fidenza era feudo dei Pallavicino ma fu sempre al centro delle contese di Parma e Piacenza: lotte che portarono alla nuova distruzione del paese, due volte ad opera dei parmigiani. Nel 1249 entrò nello Stato dei Pallavicino e vent'anni dopo, quando Oberto Pallavicino fu sconfitto in seguito all'assedio dei Guelfi di Parma, la cittadina vide distrutte le mura difensive e le torri. Ripresasi faticosamente, nel 1336 Borgo San Donnino entrò nei possedimenti dei visconti, che promossero la costruzione di nuovi sistemi difensivi, fortificando tutto il perimetro dell'abitato. I secoli successivi videro avvicendarsi diverse famiglie, con lotte che misero di nuovo a dura prova la resistenza della città: vi furono i Terzi e poi i Pallavicino, Nicolò Piccinino e i Gonzaga, questi ultimi occupando il paese in nome di Carlo V. Nel 1575 Ottavio Farnese dispose il rafforzamento di tutti gli elementi difensivi di Fidenza, per fronteggiare i nuovi tipi di artiglieria che si staavvano diffondendo. La nuova cinta muraria, solida ed imponente, suscitò la disapprovazione del governo spagnolo, tanto che già nel 1603 Ranuccio Farnese fu costretto a modificarla. Dopo i Farnese vi fu il governo dei Borboni. La presenza più importante nell'intera storia di Fidenza fu quella di Maria Luigia, che tra le altre cose risistemò il il sistema viario, costruì il ponte sullo Stirone, promosse opere di arginatura e canalizzazione dei torrenti. Nell'Ottocento e Novecento la cittadina vide un notevole sviluppo urbanistico ed economico, grazie anche alle nuove arterie di comunicazione che furono costruite, stradali e ferroviarie. Il nome Fidenza fu ripreso nel 1927, sull'onda della propaganda "romanitas" del regime fascista. Durante il Secondo Conflitto mondiale, le incursioni aeree del 1944 danneggiarono quasi un migliaio di edifici, danni ai quali fu posto riparo con solerzia dal primissimo dopoguerra.

LA CATTEDRALE
La chiesa è dedicata al Santo Martire, la cui vita ed il tragico martirio sono raffigurati più volte, nelle semicolonne e in opere d’arte custodite all’interno. Donnino era il custode della corona dell’imperatore Massimino e quando si convertì fu costretto a fuggire per sottrarsi alla pena del martirio. Inseguito dalle guardie imperiali fu raggiunto proprio alle porte di Fidenza, sulle rive dello Stirone , e qui fu decapitato, dando luogo anche al primo dei suoi miracoli: la tradizione racconta che egli si rialzò, prese la propria testa tra le mani e la depose nel luogo dove sarebbe dovuta sorgere la chiesa. I tre portali della chiesa sono imponenti e riccamente decorati con figure di Gesù e della Vergine, di santi e profeti, re ed
altre figure della tradizione cristiana. Da segnalare anche la statua di San Simone Apostolo che regge tra le mani la pergamena-mappa per indicare ai pellegrini la via da prendere per raggiungere Roma; a lato del portone centrale vi sono invece Re David ed Ezechiele che reggono cartigli con frasi bibliche. Vi sono anche due torri: quella di destra detta “del Trabucco” e quella di sinistra “del Folletto” o “delle Cicogne”: entrambe sono decorate con scene di caccia, episodi delle lotte in Terrasanta, il viaggio dei Magi, Erode re. All’interno, sotto l’altare maggiore, vi è la cripta che ospita i resti di San Donnino dal 1207; nel 1853 le spoglie furono poste in un’urna riccamente ornata, in oro ed argento cesellato.

IL PALAZZO COMUNALE
La costruzione del palazzo, in stile gotico-lombardo, iniziò nella seconda metà del secolo XIII. Vari interventi modificarono, in seguito, la struttura del Palazzo.
In particolare si ricordano quelli del 1875 per il rifacimento della facciata in base ai disegni di Girolamo Magnani e i lavori di ampliamento del palazzo del 1897, 1905 e 1915. Di fronte alla facciata del palazzo comunale si trova Piazza Garibaldi, punto d'incontro di tutti i Fidentini. La piazza, della quale fa parte l'obelisco in figura (primo monumento in Italia in memoria di
Giuseppe Garibaldi)venne rasa al suolo in seguito ai bombardamenti del 2 e 13 maggio 1944, ad opera degli alleati, che provocarono 129 morti e 268 case distrutte. Il volto di Fidenza, in seguito ai bombardamenti, venne completamente rinnovato, e la nostra città venne insignita, il 19 settembre 1960, della medaglia al valor civile.

IL TEATRO MAGNANI
I lavori di costruzione del teatro iniziarono nel 1812 per volontà di una società composta da persone benestanti e da alcuni funzionari governativi. Per mancanza di fondi i lavori furono in seguito interrotti. Nel 1831 il progetto fu ripreso in esame, su proposta della menzionata società di cedere al comune lo stabile che acquistò il terreno nel 1848, mentre i lavori di costruzione ripresero definitivamente nel 1854. Il progetto dell'edificio era dell'architetto Nicola Bettoli, che aveva già progettato il teatro Ducale di Parma, mentre la parte decorativa fu affidata al concittadino Gerolamo Magnani, decoratore e scenografo prediletto da Giuseppe Verdi. Il teatro fu inaugurato il 26 Ottobre 1861 con la rappresentazione de "il Trovatore" di Giuseppe Verdi.

SAN MICHELE
Dedicato al "santo guerriero" della tradizione cristiana, l'edificio di epoca farnesiana fu costruito a partire dal 1696 in base al progetto del gesuita Stefanto Maria Brameri, quale parte di un programma di pianificazione urbana inteso a creare all'ingresso della città verso Parma una scenografia con effetto monumentale.
La chiesa è molto semplice: presenta una pianta rinascimentale a croce greca e in stile bramantesco. L'interno è un alternarsi di spazi "vuoti" e "pieni", la cupola è ottagonale e sorretta da quattro pilastri aerei. La torre è a pianta quadrata con bifore nella cella campanaria. Bellissimo è l'affresco di Tommaso
da Modena che raffigura la "Madonna in trono col Bambino". L'elegante facciata barocca è scandita da pilastrate: sei nella parte inferiore e quattro in quella superiore. La lapide collocata sul portale principale ricorda la data di inaugurazione del tempio (1722) ed il magnifico patrocinatore dell'opera Francesco I Farnese duca di Parma e Piacenza. La chiesa è stata chiusa al culto nel 1944, ma è stata recentemente restaurata e riportata all'antico splendore.


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